Che non sia quello il giorno

Invecchiare è un processo naturale, relativamente lento. Ma inesorabile. La vita esprime tenerezza in un bambino che nasce: dolcezza dei suoi lineamenti, nella sua voce, negli sguardi, persino nel suo pianto. La vita nasce lieve, sussurrando, curiosa e piena di speranza. Regala raggi di sole, albe e tramonti indimenticabili. Poi la vita col tempo regala altre emozioni importanti e fa scoprire sentimenti nuovi, come l’amore, l’amicizia, lo sconforto, la solitudine, la compassione, la rinascita, la fede, la fiducia.

E l’amore regala poi l’emozione dei baci, della passione, i figli. Si accompagnano i figli nella loro crescita e nel contempo si continua a crescere. Poi si scopre, quasi all’improvviso, che i propri genitori, che nella loro vita pochi anni prima di noi hanno percorso la stessa nostra strada, sono ora appesantiti dagli anni vissuti.

E un giorno, guardandosi a uno specchio, ci si scopre diversi, con i segni chiari del tempo che anche sui nostri corpi è passato ed ha lasciato le sue impronte.

E così la forza del peso del tempo passato piega le forze e rende ciascuno nuovamente lento, come quando si era infanti.

Che non sia quello il momento in cui ci si accorge che ogni giorno è importante e che va vissuto appieno. Che questa consapevolezza arrivi fin da giovani così da vivere ogni istante con gioia ed entusiasmo lungo la propria strada e non altre e non avere rimpianti il giorno in cui ci si rende conto di essere invecchiati.

Quando riparti?

“Tornare” presuppone che si sia andati via. L’emigrato è partito, per trovare un lavoro il più delle volte, per amore altre, per cercare fortuna spesso. E quel giorno in cui è partito, lo ricorda bene. Ricorda tutte le sensazioni che gli hanno trafitto il cuore, le angosce, il pianto spesso. E ricorda che quel giorno ha giurato a sé stesso prima di tutto e agli amici che lasciava, che sarebbe tornato.

E quella promessa che venne dal cuore, il più delle volte la rispetta. E torna. Per lui la vita nel suo paese si è fermata quello stesso giorno in cui è partito. Anche la sua stessa vita si è fermata quel giorno ed il tempo trascorso lontano dal suo paese è tempo perso in parte, vissuto quasi in sospensione. E quando l’emigrato torna al suo paese e rivede i suoi amici di infanzia, la domanda che si sente fare subito dopo l’abbraccio del ritorno è: “quando riparti”? Per sapere per quanti giorni la sua vita e quella dei suoi amici, riuniti momentaneamente nel loro paese, potrà di nuovo respirare per poi tornare in apnea fino al prossimo ritorno.